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“ Lessico amoroso” di Recalcati. Spigolature

  • “È necessario che la vita dei nostri figli conosca l’amore per potersi accendere, per poter rimanere viva”
  • “ L’analfabetismo amoroso è il risultato del venir meno della dimensione del segreto e del mistero che dovrebbe invece accompagnare la vita amorosa. Una delle illusioni più atroci del nostro tempo è che tutto sia accessibile senza sforzo: il sesso, l’amore, il desiderio… Ma non è così. Solo se si impara l’esistenza dell’inaccessibile si può imparare davvero la lingua singolare dell’amore. Il senso profondo della preghiera prepara all’amore meglio di qualunque educazione sessuale.”
  • Esistono due sintomi pericolosi: Il primo:  tutto è liquido, nulla può durare nel tempo, ogni cosa è destinata a una precarietà irrisolvibile. Il secondo è quello nostalgico: restaurare la solidità della figura genitoriale ereditata dal patriarcato. Il nostro tempo non è più il tempo dove la parola del padre chiudeva ogni discorso. Questa erosione dell’autorevolezza non è solo un motivo deprimente  ma anche una grande opportunità. Ogni lessico amoroso implica, infatti, un rapporto di amicizia con la fragilità e la mancanza, con l’erosione dell’identità. Per parlare d’amore bisogna non avere paura della mancanza. Quando amiamo siamo scoperti nella nostra vulnerabilità. Una vita non è pienamente matura quando è indipendente, ma solo quando sa riconoscere che senza la presenza dell’altro, dell’amore, è nulla”.
  • Il mio lessico si muove in direzione contraria allo spirito del nostro tempo. Non rinuncia alla promessa che ogni incontro d’amore porta con sé: trasformare la casualità dell’incontro in un destino. Ogni amore vuole infatti ripetere la gioia del primo incontro infinitamente. Il Vangelo insegna alla psicoanalisi il valore insostituibile della fede. È la fede che salva. È la fede che nutre la forza del desiderio senza la quale la vita appassisce. La psicoanalisi riprende questa idea di fondo del desiderio animato dalla fede: l’inconscio è infatti, diversamente da quel che comunemente si pensa, il luogo di una luce e non delle tenebre del sottosuolo. Senza questa esperienza della luce che nutre il desiderio la vita si spegne e muore”
  • I giovani non hanno bisogno di dialogare con gli adulti, ma di dialogare tra loro. Hanno però un profondo bisogno di maestri e di testimoni. Un maestro è un testimone. Il modo migliore per far circolare la virtù erotica dell’amore è l’atto stesso dell’amare. È l’amare che fonda l’amore e non il contrario. Lo stesso accade col sapere: il miglior modo per trasmettere un sapere vivo e la vitalità di chi lo insegna. Lo stesso accade per il senso della Legge: il miglior modo per inscrivere la il senso della Legge nel cuore dei nostri figli è che gli adulti che li circondano siano loro stessi in grado di testimoniare attraverso la loro vita che può ancora esistere un senso umano della Legge”
  • “Non si ama l’omologo, l’amore è per qualcuno che è “straniero”. Una società che sperimenta l’odio per il diverso è una società che ha smarrito l’Abc dell’amore. Il lessico amoroso ci impone di rinunciare innanzitutto alla nostra lingua, al monolinguismo della lingua familiare, ci impone di abbandonare la nostra identità. L’amore è un gesto di disarmo. Esso ci impone sempre di parlare la lingua dell’altro, di imparare un’altra lingua, una lingua differente dalla nostra. L’amore non è mai amore per l’eguale ma per il prossimo in quanto figura dell’alterità. Amo mio figlio non perché mi rassomiglia, ma perché è vita differente, difforme dalla mia. Quando dichiaro l’amore a qualcuno, quando dico “ti amo”, dichiaro di amare nell’altro proprio quello che non so capire, che mi sfugge, il segreto inaccessibile della sua vita. Per questo si ama innanzitutto la libertà dell’altro. È la meraviglia dell’amore: amare l’assoluta libertà della lingua dell’altro”.

 

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